Domenica, 4 ottobre
“Mamma, rimani qui a farmi compagnia fino a che mi addormento? “ .
La luce della lampada sopra al comodino mi pare più fioca del solito, oppure sarà la carta del Sole che è più salmonata, metto a fuoco con fatica, l’argomento è impegnativo, riguarda la discussione in merito al testamento biologico, due valutazioni differenti di Chiaberge e Rondoni.. “Mamma, guarda che non sono più piccola, non chiamarmi Princi quando siamo in giro, ad esempio oggi, quando eravamo in passeggiata al Lago di Fimon: Priiiincipeeeessssa… sono in SECONDA MEDIA!!” Ma se è affettuoso il termine, non vedo che problemi ci siano.. ti avessi chiamata befana… Uff, mi tocca rileggere righe intere.. “Le mie compagne stasera mi hanno detto che stavo bene con questi pantaloni nuovi e la felpa grigia..” Dormi, che domattina servono i razzi per farti alzare.. “Però, che bella passeggiata oggi, peccato che avevi lasciato a casa la fotocamera, quando la porti non troviamo niente di speciale, oggi invece… “ Eh sì , oggi c’erano quei cinque cigni in fila, così eleganti; la tartaruga che si nascondeva sotto le ninfee e quando riemergeva aveva una larga foglia in testa che pareva un buffo copricapo; le papere in gruppo lungo il sentiero, una era rimasta indietro, in mezzo alla boscaglia, le ha chiamate, si sono voltate per andarle incontro, dimenando il sedere, simpaticissime! Oppure le altre che si erano infilate nell’erba alta e si vedeva questo movimento ondeggiante, ogni tanto qualche becco in aria; la barca a remi, che si spostava con delicatezza, le barche a vela che raddoppiavano con il loro riflesso simmetrico; le famiglie sull’erba a fare picnic, a giocare, a lanciare pane ai pesci, alle papere… ed una bella luce, una temperatura di fine estate, piacevolissima su gambe e braccia nude.. E poi le chiacchere, ma sì, in fondo abbiamo perso di registrare qualche immagine, ma ci siamo godute tutto.
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Mi godo questo abbozzo delicato di un autunno spaesato, questo paesaggio ancora così caparbiamente verde quasi ovunque e queste righe traducono ciò che percepisco:
"Settembre. C’è un non so che in questo mese che mi ricorda marzo e i primi giorni d’aprile, quando la primavera ancora esita sulla soglia e il giardino trattiene il respiro in attesa. C’è nell’aria la stessa dolcezza, il cielo e l’erba paiono uguali ad allora; ma le foglie raccontano una storia diversa, e il rampicante che si colora di rosso sul muro della casa si avvicina in fretta al suo ultimo e più splendido momento di gloria".
(Elizabeth von Arnim)'
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Lunedì 28 settembre
"Possiamo chiaccherare stasera a cena che siamo io e te?"
, il profilo del Monte Athos sfumato dalle nubi, un senso di malinconia.
Io vengo da un abbraccio profumato di gelato alla crema, della Principessa, lei è presente ed attende i miei racconti.
mentre si tuffa, si fa trasportare dalle onde, a tratti sparisce fra la schiuma. Questo movimento continuo che va e viene, che riassetta la battigia, che cancella orme e lascia ricami altrove, spruzzi salati sulle rocce..
dell'adolescenza, che nonostante tutto preme, si fa sentire, in momenti nei quali vedi il viso e lo sguardo turbati da qualche pensiero più grande di lei, da un velo opaco che scende come uno zig zag gigante sulla solarità che la contraddistingue.
- Si va a cena fuori vero? Metto la canottiera che lascia le spalle scoperte, i pantaloni bianchi, i sandali nuovi che hanno un po' di tacco.. Metto anche la matita, gli orecchini nuovi, i braccialetti colorati..

"La parola diventa rugiada sulle tue labbra.
Dici: albero –
E vedo foreste di alberi.
Dici: pietra –
Non asfalto o cemento,
ma sotto l’acqua punge la roccia.
Dici: bello –
E l’alba fa spuntare tulipani
e il nostro grembo si riempie di primule.
E quando è finito già quasi tutto:
un sigillo rosso prende il posto della tua bocca
quando sciogli lentamente il mio nome”.
(Amy Károlyi)
testo che va da una parte e musica dall'altra, accordi dolcissimi, studi di nuovi brani - Mi sarebbe piaciuto portare questo al saggio, senti che raffinato, ma il professore ha detto che non si poteva, è "Anonimo", ma cosa c'entra, è così bello! - Mamma, ti faccio un concerto mentre lavi i piatti -
“Tu arrivasti alla mia anima quando era dimenticata:

Pare che qualcuno si sia dilettato a comporre delle treccine con i rami e poi le abbia sciolte, oppure che sia passato un aquilone gigante ed abbia scomposto la loro immobilità...
, con l'acqua alta che impedisce ogni via di fuga - dal campo del Gheto novo - e ti irritano i palazzi, l'umidità.. Vorresti essere Mosè per aprirti un varco verso un ponte, ma la marea si ritira con i suoi tempi lenti, nonostante l'impazienza delle scarpe da ginnastica azzurre... Dedalo di calli defilate, odore di fritto, di salsedine, la vetrina con le maschere di cioccolata in miniatura, le chiese, le barche colorate annebbiate dalle gocce di pioggia, i panni stesi sopra i canali - ma cosa vuoi che si asciughi con tutta quell'umidità e poi sai che puzza "de freschìn" -, una sbirciata nel Canal Grande con i ricami della Ca' d'Oro, con le gondole in smoking, con i vaporetti che arrancano con il loro carico vociante, con le passerelle dove non servono - perchè tanto in certi punti l'acqua non sale -, con i piedi umidi, con le vetrine di maschere luccicanti, nuovamente in cerca di oblio,
in quei labirinti di case, muri, ponti, canali, cortili, che nascondono sorprese, riflessi, chiacchere, donne che spazzano via l'acqua dalla cucina... peccato per questa patina grigia che intristisce e trasmette un senso di abbandono... Meno male che lo spirito ha altre fonti di sollievo! 
Cecília Meireles
È necessario non dimenticare nulla;
né il rubinetto aperto né il fuoco acceso,
né il sorriso per gli infelici
né la preghiera di ogni istante.
È necessario non dimenticare di vedere la nuova farfalla
né il cielo di sempre...
Buon anno... con la neve, con le impronte notturne nel grande cortile di Fabiola e Giuseppe, con il velo di tulle che filtrava dal lampione, con i pensieri in movimento verso i giorni a venire, con i desideri che saltellano per uscire allo scoperto, con la carrellata di sorrisi, incontri, lacrime, amarezze, letture, scritture, poesie, viaggi, mondi femminili, emozioni, affetti, scatole di confusione, luci, nuvole... che hanno accompagnato il 2008.. Con la speranza di tessere grandi arazzi colorati nei gesti, negli incontri, con le parole, con la matita, con la penna, con gli abbracci, con le risate, con i passi quotidiani, quelli feriali e quelli festivi, con le pile di giornali e libri che si accumulano, con le pedalate sull'argine, con le cioccolate, con le poesie femminili, con gli scatti dove lo sguardo esprime meraviglia, con le serate autobiografiche, le "ciacòle" con le amiche... e via via questi semi di bellezza che si espandono in un armonioso e variopinto giardino quale sarà l'anno.. Niente catastrofismi oggi, l'invito è alla luce, di buio ce ne scarozzano già abbastanza... L'augurio speciale è con il sorriso della Princi e con una poesia.. Buon Anno di tenerezza.. largo al cuore, sia nei giorni belli che in quelli difficili, almeno ci sarà scambio emotivo!!
Blaga Dimitrova
Incrociare lo sguardo
Incrociare lo sguardo –
questo tremolio di raggio,
che ti trafigge
fino a baratri ignoti
dentro di te,
affogati nell’attesa.
L’esistenza si dischiude
nell’attimo in cui incroci lo sguardo:
senza limite di frontiere,
senza ombra di dipendenza,
senza scopo, senza paura,
senza determinazione alcuna.
In un attimo il tocco leggero
dell’indivisibile completezza
del mondo creato.
Incrociare lo sguardo,
sentire la musica
della luce stessa.
Un sublime attimo di libertà.
In un baleno
si incontrano due raggi
di due contrapposti universi:
il raggio ardente del corpo
e il raggio fresco dello spirito.
Una domanda che è un lampo.
E il segreto negli abissi profondi
ti chiama per essere svelato
e tuttavia rimanere segreto.
È ciò a cui sei votato
in questo strano mondo –
incrociare lo sguardo.
Traduzione di Valeria Salvini
la composizione di candele per l'Avvento, con l'agrifoglio pungi-mani, il tulle rosso, seguita dalla creazione di una busta rossa gigante che contiene a sua volta delle buste verdi con i biglietti rossi sui quali scrivere i pensieri domenica dopo domenica e mentre uso il pennarello argentato : "mamma, non sapevo tu sapessi anche scrivere bene".. ed il compasso disegna cerchi sui quadrati, la candela profuma la cucina ...niente torte oggi, c'è la sperimentazione con il collegamento adsl, niente a che spartire con le connessioni spaziali promesse dal contratto, ma pare che i miglioramenti ci siano... Perlomeno posso caricare le foto su Flickr..
E mi pare che ci sia poco posto per le mete, per i racconti, per le conversazioni, ma nello stesso tempo apro finestre nuove, ho regali dagli incontri, allungo lo sguardo per scoprire l'angolo celato ed il posto diviene elastico, si aggiunge una tasca, si annoda un altro filo... bello!
L'ingresso alla mostra. Foto di Sebastiano.